Prima di arrivare sulla tua tavola, la mela compie una lunga strada.

Tutto nasce in autunno. Con la caduta delle foglie, il melo entra nella fase di riposo vegetativo, la pianta infatti interrompe quasi del tutto i processi metabolici per superare indenne il periodo invernale. Malus domestica è una specie molto resistente al freddo, resiste infatti sino a temperature prossime a -20 C. Prima che le piante si risveglino, i frutticoltori eseguono una fra le operazioni fondamentali per la gestione di un frutteto: la potatura. Ha lo scopo di equilibrare la pianta dal punto di vista vegeto-produttivo: con questa operazione si eliminano anche organi malati e si imposta una forma delle piante compatibile con le operazioni meccaniche. 


Un nuovo impianto alla ripresa vegetativa

Quando le temperature si innalzano e le ore di luce sono maggiori, le piante da frutto iniziano a prepararsi per la nuova stagione vegetativa. Le gemme si gonfiano e appaiono sempre più tozze e panciute, sino a quando non si intravedono gli abbozzi delle prime foglioline. Con una velocità strabiliante, le gemme si evolvono in foglioline e boccioli fiorali.

La fase di bottoni rosa precede la fioritura vera e propria: all’inizio, i fiori appaiono ancora chiusi, a formare una sorta di piccolo bottone, di colore rosa pallido. I fiori del melo non sono singoli ma riuniti in infiorescenze di 3-6 fiori. Quello centrale, chiamato king flower, è il primo ad aprirsi. I fiori sono profumati e di colore bianco-rosato, la loro funzione è di attirare le api, che ne permettono la fecondazione e quindi la trasformazione in frutto. 

Dopo la caduta dei petali, si assiste alla trasformazione del fiore in frutto.Da questa fase in poi si riescono già a distinguere i frutticini: questi sono il risultato della trasformazione del ricettacolo in frutto, permessa a sua volta dalla avvenuta fecondazione degli ovuli da parte dei granuli pollinici. 

I frutticini sono ora completamente formati, come lascia intendere il nome di questa fase. Da adesso in poi, aumenteranno in volume e peso. Le mele si accrescono prima per rapidissima divisione delle cellule e poi per distensione e ingrossamento delle stesse. 

La dimensione delle mele gala, in maggio

Non oltre il mese di giugno, occorre regolare la carica in frutti sulla pianta attraverso il diradamento, questa operazione consente di equilibrare le piante ed evitare l’alternanza produttiva. Inoltre, per avere mele di buona pezzatura, è necessario lasciarne sulla pianta il giusto quantitativo in relazione allo sviluppo vegetativo. Una carica eccessiva si traduce in frutti piccoli, viceversa con un ridotto numero di frutti si ottengono mele troppo grandi e poco conservabili.

L’amido contenuto nella mela si degrada lentamente in zuccheri semplici, conferendo al frutto la tipica dolcezza; in parallelo, il profilo degli acidi cambia notevolmente. La combinazione di tutta una serie di reazioni è in grado di conferire alla mela particolari aromi. La durezza della polpa diminuisce con l’avanzare della maturazione, ma questa deve comunque rimanere croccante e succosa. Il colore dell’epicarpo (buccia) cambierà gradualmente, virando verso sfumature accese e brillanti tipiche della mela di montagna. Nella Golden, l’esposizione diretta al sole tipica dei pendii valdostani, si traduce nella ricercata faccetta rosa propria della mela di montagna. 

Finalmente, dopo cinque lunghi mesi dall’energica fioritura, le mele possono essere raccolte. Grazie agli attenti test di maturazione eseguiti dalla Cooperativa Cofruits, ogni socio sa quando raccogliere le proprie mele in funzione di varietà, quota, esposizione ed età del frutteto. Dopo aver raccolto manualmente ogni singolo frutto, i soci si impegnano a conferire il prodotto in Cooperativa nel minor tempo possibile: questo è utile a preservare l’eccelsa qualità, costruita giorno dopo giorno.

Le mele vengono ora stoccate in locali appositamente studiati: le celle di conservazione. Queste sono in grado di conservare la mela anche per 8-10 mesi grazie alla modulazione di temperatura, tasso di anidride carbonica ed ossigeno. La cooperativa conserva le mele con l’utilizzo della “conservazione in atmosfera controllata”. L’obiettivo è quello di mantenere inalterate le caratteristiche del frutto rallentando il più possibile l’avanzamento della maturazione, per poter offrire al mercato locale ed a quello turistico un prodotto di qualità elevatissima anche mesi dopo lo stacco della mela dalla pianta.